|
|||||||||
|
|||||||||
|
|
|||||||||
|
|||||||||
|
nel 1992 durante la campagna di scavi nella necropoli ellenica, di S. Pietro. Il nucleo attuale, però, molto probabilmente si sviluppò durante la dominazione bizantina. Dopo la cacciata degli arabi il gran conte Ruggero fece rafforzare il Castello esistente e ne costruì uno nuovo in contrada Campo per meglio controllare i due versanti dell'Imera Settentrionale e Meridionale. Nel 1082 il conte Ruggero donò il castello di Polizzi, ed il suo territorio, alla nipote Adelasia. Quest'ultima diede notevole impulso alla crescita della cittadina. Nel 1234 l'Imperatore Federico II attribuì a Polizzi, in quanto città demaniale, il titolo di "Generosa", titolo che ancora oggi conserva come parte integrante del suo toponimo. Polizzi è stata quasi sempre città demaniale. Solo una volta rischiò di perdere per sempre la libertà e l'indipendenza, ma il popolo polizzano per evitare questo raccolse l'alierà enorme somma di 10.000 fiorini e la versò nelle casse regie per annullare l'atto di compravendita tra il Regio Demanio e il feudatario Raimondo Caprera. Il 20 aprile 1445 il rè Alfonso d'Aragona stabilì che la città di Polizzi non poteva mai più essere staccata dal Regio Demanio e venduta da nessun regnante. Nel corso dei secoli Polizzi diede ospitalità a diversi regnanti: la regina Elisabetta moglie di Pietro II d'Aragona; il figlio Lodovico rè di Trinacria; la regina Maria moglie di Martino il giovane; la regina Bianca di Navarra e, nel 1535, l'Imperatore Carlo V. Vastissimo è il patrimonio che custodisce soprattutto all'intemo delle numerose chiese. Sicuramente l'opera di maggior pregio è il trittico fiammingo di autore ignoto del XV secolo collocato sull'altare maggiore della chiesa Madre.
|