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Polizzi Generosa sorge su un alto colle da cui domina l'ampia e pittoresca vallata del fiume Imera Settentrionale.

Le sue origini sono molto antiche e ciò lo confermano i numerosi reperti archeologici del IV e III secolo a.C. che sono stati ritrovati nel corso dei secoli.

La prima notizia a noi pervenuta di un ritrovamento archeologico risale alla metà del XVII secolo. Si tratta di una statua triforme di Iside di marmo bianco alta 104 centimetri.

Tale statua venne collocata nella chiesa Madre. Nel 1771 fu distrutta per ordine del Vescovo di Cefalù Monsignor Castelli, in quanto riteneva una profanazione la presenza di una statua pagana all'intemo di una chiesa.

Altri reperti sono stati trovati tra la fine del secolo scorso e gli inizi del presente nell'area attorno alla chiesa Madre.

Ma il reperto di maggiore interesse è sicuramente l'anfora a figure rosse trovato

 nel 1992 durante la campagna di scavi nella necropoli ellenica, di S. Pietro. Il nucleo attuale, però, molto probabilmente si sviluppò durante la dominazione bizantina. Dopo la cacciata degli arabi il gran conte Ruggero fece rafforzare il Castello esistente e ne costruì uno nuovo in contrada Campo per meglio controllare i due versanti dell'Imera Settentrionale e Meridionale.

Nel 1082 il conte Ruggero donò il castello di Polizzi, ed il suo territorio, alla nipote Adelasia. Quest'ultima diede notevole impulso alla crescita della cittadina.

Nel 1234 l'Imperatore Federico II attribuì a Polizzi, in quanto città demaniale, il titolo di "Generosa", titolo che ancora oggi conserva come parte integrante del suo toponimo.

Polizzi è stata quasi sempre città demaniale. Solo una volta rischiò di perdere per sempre la libertà e l'indipendenza, ma il popolo polizzano per evitare questo raccolse l'alierà enorme somma di 10.000 fiorini e la versò nelle casse regie per annullare l'atto di compravendita tra il Regio Demanio e il feudatario Raimondo Caprera. Il 20 aprile 1445 il rè Alfonso d'Aragona stabilì che la città di Polizzi non poteva mai più essere staccata dal Regio Demanio e venduta da nessun regnante.

Nel corso dei secoli Polizzi diede ospitalità a diversi regnanti: la regina Elisabetta moglie di Pietro II d'Aragona; il figlio Lodovico rè di Trinacria; la regina Maria moglie di Martino il giovane; la regina Bianca di Navarra e, nel 1535, l'Imperatore Carlo V.

Vastissimo è il patrimonio che custodisce soprattutto all'intemo delle numerose chiese.

Sicuramente l'opera di maggior pregio è il trittico fiammingo di autore ignoto del XV secolo collocato sull'altare maggiore della chiesa Madre.