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Le Madonie
sono state definite da illustri studiosi "un crocevia dove convivono le
piante di tré continenti".
Qui. infatti,
vegetano piante tipiche del centro e nord Europa, dell'Asia, del nord
Africa oltre a quelle tipiche del Mediterraneo.
La presenza
di piante che richiedono condizioni climatiche diverse, che vanno dal
caldo arido al freddo continentale, è stata fortemente influenzata dalle
vicende geoclimatiche che hanno interessato l'Europa e il Mediterraneo nei
primi periodi del Quaternario.
Ciò che fa
aumentare l'interesse per la flora madonita sono le numerose piante
endemiche che ivi crescono come l'Abete dei Nebrodi sicuramente il caso
più emblematico.
Su questi
monti, inoltre, si verifìcano strani eventi che dal punto di vista
scientifico rivestono molto interesse.
Il
faggio, pianta tipica del centro Europa, qui raggiunge il suo estremo
limite meridionale ricoprendo tutta una vasta zona che altrimenti sarebbe
rimasta spoglia
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| .Il leccio,
invece, tipica quercia mediterranea che in genere vegeta fino ai 1000
metri, qui si spinge fino ai 1700 metri come succede nel Vallone
Madonna degli Angeli e sul versante occidentale del Carbonara. Nel Vallone Madonna degli
Angeli il faggio e il leccio convivono creando un paesaggio unico e
affascinante.
Il faggio, che esige climi freddi e umidi, ricopre il versante del
vallone esposto a settentrione, mentre il leccio quello esposto a
meridione. Fra gli ambienti di
maggiore interesse naturalistico va ricordato anche Piano Pomo,
località in cui vegetano esemplari "giganti" di Agrifoglio. La
pianta qui raggiunge i 14 metri di altezza e i 4 di circonferenza,
dimensioni del tutto inconsuete. Il popolamento odierno, distribuito in
5 nuclei, è costituito da 317 piante, di cui alcune vecchie di
300 anni. |
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L'interesse che suscita l'ambiente naturale madonita non si limita al
solo aspetto vegetale.
Un paesaggio unico è stato generato dal carsismo fortemente
rappresentato sulle Madonie grazie alla elevata piovosità e alla
persistenza del manto nevoso, sulle vette più alte, per diversi mesi
all'anno cosa che consente una corrosione prolungata.
L'azione
del carsismo in superficie è rappresentata da doline, valli morte, polje
e inghiottiti mentre nel sottosuolo da grotte, pozzi e abissi. |
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Interessanti
sono i paesaggi carsici di Piano Battaglia e Battaglietta, i più
conosciuti, ma anche quelli di Pizzo Carbonara, il tetto delle Madonie con
i suoi 1979 metri. Questa viene
considerata l'area più interessante d'Italia per la ricerca geologica. Sul
Carbonara sono presenti più di 400 doline quasi tutte al di sopra dei
1600 metri. Il fondo e i
fianchi di queste doline spesso sono ricoperti di faggio ma anche da
specie erbacee di notevole interesse naturalistico perché, talvolta,
esclusive di questi luoghi o molto rari. Quest'area
montuosa riveste notevole interesse anche per la presenza di
cospicui residui fossili che ci permettono
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| di datare le rocce e di stabilire
con certezza l'ambiente in cui si sono formate.L'azione carsica ha dato origine,
nel corso dei millenni, anche a delle affascinanti cavità concentrate
soprattutto nelle aree di Pizzo Dipilo, Monte Baiateli! e Monte Ferro.Di
particolare interesse, per l'estensione, l'Abisso del Vento e la
Grotta del Gatto. Famosa, per i reperti
archeologici che vi sono stati ritrovati nella prima metà di questo
secolo, la Grotta del Vecchiuzzo, nei pressi di Petralia Sottana.Le
aree carsiche, a |
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causa della
rapida infiltrazione delle acque piovane nelle rocce, sono prive di corsi
d'acqua. Questo ha originato una fìtta rete
idrica sotterranea. Fiumi e torrenti, invece, si
sviluppano per lo più a valle. Lungo il loro corso continuano, da milioni
di anni, a modellare il territorio circostante creando, a volte, degli
angoli spettacolari e suggestivi. È il caso del Fiume Pollina che nei
pressi di Borrello modellando un affioramento di calcari mesozoici ha dato
vita a delle spettacolari gole.
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